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VITA SOCIALE E TEMPO LIBERO
LA VECCHIAIA NELLA STORIA
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CICERONE
Cato Maior. De senectute

Questo famoso saggio di Cicerone sulla vecchiaia si svolge sottoforma di dialogo tra Catone il Maggiore e due giovani romani, Lelio e Scipione, che gli fanno visita nella sua casa. Cicerone ha così modo di spiegare la sua filosofia, evidenziando come anche la vecchiaia possa essere una fase felice della vita per gli uomini che hanno saputo operare con saggezza e con giustizia.
Invero a ripensarci bene, quattro sono le cause per cui la vecchiaia è ritenuta miseranda : la prima è che distoglie dalla vita attiva; la seconda che indebolisce il corpo; la terza che priva di tutti i piaceri; la quarta che è poco distante dalla morte. Vediamo, se non vi dispiace, di quanto peso e quanta fondatezza sia ciascuna di queste cause.
<La vecchiezza distoglie dall'attività> Da quale ? Forse da quella che si esercita quando si è giovani e forti ? Dunque non vi sono occupazioni per i vecchi, alle quali, pur col corpo infiacchito, si possa nondimeno attendere con lo spirito ?

Non ha dunque fondamento alcuno l'opinione di coloro i quali asseriscono che i vecchi sono esclusi dalla vita attiva : è come dire che il pilota in navigazione non fa nulla perché se ne sta tranquillamente seduto a poppa, reggendo il timone, mentre alcuni si arrampicano sugli alberi, altri corrono qua e là per il ponte, altri svuotano la sentina. Certo, non fa quello che fanno i giovani, ma fa molto di più e meglio. Non con la forza, con la rapidità o l'agilità della persona, bensì col senno, con l'autorità e l'insegnamento si compiono le grandi imprese: son queste anzi le doti delle quali la vecchiaia non solo non rimane priva, ma si fa solitamente più ricca.